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02
Apr

La nostra donatrice Luisa Fioretti Manzin candidata per il Premio ‘Donatore dell’anno’

La nostra storica donatrice è tra i tre finalisti . Attesa per la premiazione organizzata per il prossimo 15 maggio sul Garda

 

luisa fioretti manzin premio donatore

L’attesa è stata ripagata: Luisa Fioretti Manzin, storica sostenitrice della nostra Fondazione è nella rosa dei tre possibili vincitori dal Premio “Donatore dell’anno” promosso nell’ambito dell’Italian Fundraising Award 2019.

Giunto ormai all’ottava edizione, l’Italian Fundraising Award è l’unico premio italiano dedicato alle più belle storie del non profit: il premio nasce nel 2011 per stimolare la cultura del dono, per diffondere maggiore conoscenza, consapevolezza e desiderio di attivarsi a sostegno del settore non profit, quale settore strategico e indispensabile per il tessuto sociale del nostro Paese.

Una delle due categorie del Premio – ovvero quella che consegna un riconoscimento al “Donatore dell’Anno” – viene dedicata ad una persona o una famiglia che si è distinta per l’elevato senso civico e filantropico grazie a una riconosciuta generosità e disponibilità nel sostenere in prima persona progetti di organizzazioni non profit.

Il nome del vincitore sarà svelato il prossimo 15 maggio 2019 con una cerimonia ufficiale che si terrà all’interno della prestigiosa cornice del Festival del Fundraising, e speriamo davvero che la vittoria possa andare a Luisa, che sostiene il nostro Istituto da ben 12 anni con il famoso ‘Premio Manzin’, il premio annuale – che nel 2019 giungerà alla sua XII edizione – ai ricercatori del centro più meritevoli che ogni anno si distinguono per la qualità dei loro studi. Nel corso della sua storia, con il Premio Fioretti Manzin la Signora Luisa ha sostenuto più di 30 ricercatrici e ricercatori del nostro Istituto, valutati ogni anno con criteri scientifici e oggettivi da

un Comitato appositamente costituito al termine dell’annual VIMM Retreat.

Luisa nel corso della sua vita ha dovuto affrontare momenti difficili: il padre e il marito sono morti di cancro, soffrendo molto. La sua scelta è un modo concreto e positivo per ricordarli: “il dolore ha accompagnato tutta la mia vita, e non c’è niente di peggio che veder soffrire e non poter aiutare le persone che ami. L’idea che molti ragazzi abbiano l’opportunità di realizzare i loro sogni mi rende felice, perché è un modo di continuare a far vivere i due uomini più importanti della mia vita: Mario Fioretti, mio padre ed Ennio Manzin, mio marito. Voglio ricordarli sostenendo la ricerca scientifica del VIMM”.

Grazie Luisa!

 

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