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Regolazione della crescita delle cellule ematopoietiche normali e neoplastiche

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Spegnere le cellule impazzite: in lotta contro i tumori del sangue

Ci sono patologie che spesso costringono le persone colpite a cambiare abitudini e qualità della propria vita. “Nemici” che minano l’organismo e, a volte, il morale dei pazienti. Il gruppo studia le malattie del sangue, con la speranza di “spegnere” cellule che, ammalate, non rispondono al loro normale ciclo di vita.

Il gruppo è nato come parte di quello più ampio di ricerca con a capo il prof. Gianpietro Semenzato; successivamente, dal 2012, come squadra autonoma.

Ci occupiamo di studiare le cause che portano alla trasformazione e alla crescita tumorale delle cellule del sangue. In particolare si analizzano mieloma multiplo, i linfomi non Hodgkin e la leucemia mieloide acuta.

L’approccio sperimentale che abbiamo adottato prevede, tra le altre cose, l’individuazione

di proteine cellulari importanti per supportare la sopravvivenza e proliferazione

delle cellule ematiche e la comprensione di come queste proteine agiscano. In particolare, abbiamo iniziato ad esaminare alcuni membri di una classe di molecole chiamate protein chinasi e i loro effetti su vie di trasmissione di segnali di crescita nelle cellule del sangue, sia normali, utilizzando modelli sperimentali genetici e biochimici, sia tumorali.

Molecole che normalmente servono allo sviluppo delle cellule nel sangue, ma che diventano nocive, troppo attive, in alcuni tumori del sangue.

Il gruppo ha già raggiunto importanti risultati: abbiamo scoperto come il mieloma multiplo, i linfomi non Hodgkin e la leucemia mieloide acuta, sono tumori “assuefatti” ad alcune di queste protein chinasi. Allo stesso tempo siamo riusciti a dimostrare, infatti, che queste chinasi aiutano moltissimo il tumore a crescere e a resistere alle terapie, sia quelle convenzionali sia quelle di nuova generazione. Tuttavia, mettendo a punto in laboratorio nuove stategie farmacologiche o genetiche che inibiscono queste protein chinasi, abbiamo dimostrato che è possibile arrestare la moltiplicazione e aumentare la responsività a farmaci antitumorali del mieloma, dei linfomi non Hodgkin e delle leucemie acute.

Abbiamo anche generato modelli genetici in cui possiamo studiare cosa succede alle cellule del sangue quando rimuoviamo una di queste protein chinasi. Questi modelli sono insostituibili per capirne il ruolo nella normale fisiologia.

Studi finanziati da enti internazionali e nazionali, e pubblicati su riviste scientifiche di alto livello. Risultati che danno nuove energie per continuare a proseguire sulla strada della ricerca. Ci prefiggiamo di contribuire da una parte, alla descrizione di nuovi meccanismi dello sviluppo delle cellule ematiche normali e, dall’altra parte, alla individuazione di molecole che promuovono la crescita non controllata e la capacità di resistere a vari stress delle cellule di mieloma, linfoma e leucemia acuta ma la cui attività si possa “spegnere” a scopo terapeutico.

La speranza del gruppo è di ottenere risultati concreti che possano servire a chi viene colpito da tumori del sangue, e alle future generazioni, di avere una migliore qualità della vita e magari sconfiggere la malattia. Se avremo successo, è auspicabile che in futuro le nostre ricerche permetteranno di sviluppare per i pazienti affetti da queste neoplasie del sangue dei protocolli terapeutici da cui essi potranno trarre maggiori benefici.

Biografia di Francesco Piazza

Nato e cresciuto a Venezia, si considera un “esule” a 40 km di distanza dalla sua città di nascita: Francesco Piazza, è sposato e ha due figli, di 9 e 3 anni.

Nel 1995 si laurea in medicina e chirurgia all’Università di Padova: continuerà poi la sua formazione fuori e dentro l’Italia. Fin dall’inizio si è specializzato come onco-ematologo, focalizzato nell’analisi dei tumori del sangue. La formazione clinica è avvenuta in gran parte sotto la guida del prof. Gianpietro Semenzato assieme alla passione per la clinica è sempre stata presente la passione per la ricerca sulle neoplasie ematologiche. Ha trascorso quasi 4 anni in uno dei più importanti centri di ricerca sul cancro del mondo, il Memorial Sloan-Kettering Cancer Center a New York, Stati Uniti, lavorando nel laboratorio del dottor Pier Paolo Pandolfi.

Quello di Piazza è un gruppo unito: i risultati ottenuti finora sono frutto del lavoro della squadra.

Il braccio destro di Piazza è Sabrina Manni, nata a Desio nel 1975. Ci sono poi i post

dottorati: Alessandro Casellato, nato ad Adria (RO) nel 1984, Laura Quotti Tubi, nata a Piove di Sacco (PD) nel 1982. I dottorandi del gruppo: Alessandra Brancalion, nata a Rovigo nel 1985, Elisa Mandato, nata a Padova nel 1988, Fortunato Zaffino, nato a Cosenza nel 1984. Gli studenti: Paolo Macaccaro (neo laureato magistrale in medicina molecolare), nato a Verona nel 1986, Sara Nunes (studentessa portoghese in internship), nata in Portogallo nel 1988.

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